Da protesi sanitaria a must have
20 gennaio 2017

Chi se non gli italiani potevano trasformare un semi “dispositivo medico”, una “protesi sanitaria” quali erano considerati gli occhiali alcuni anni fa, in un oggetto che ormai è parte dell’identità di ognuno, un accessorio imprescindibile come il telefono portatile.
Il sociologo Dario De Vico, sul Corriere della sera, dice che questo è stato possibile introducendo “il valore aggiunto della griffe”, trasportando “l’occhiale direttamente dentro il mondo del fashion”.
Un’affermazione che riguarda molto da vicino Univet che iniziò 20 anni fa proprio producendo occhiali per conto terzi nel settore della moda, per le grandi maison quali Louis Vuitton, Gucci, Armani, Tom Ford, YSL, Fendi, Givenchy, Ferrè, Carrera e Zero RH+, marchi iconici del lusso che cercano negli occhiali forme particolari da far diventare un loro tratto distintivo, subito riconoscibile.
Forte di quest’esperienza molto formativa, Univet decise poi di mutuare negli occhiali protettivi i concetti di stile, qualità e design italiano tipici degli occhiali di lusso, un’intuizione pioneristica anche perché, a quel tempo, cioè alla fine degli anni Novanta, non esisteva in Italia alcun produttore di dispositivi di protezione individuale che fossero specificatamente dedicati agli occhi.
La visione di business è diventata presto reale e tangibile: Univet è oggi il leader italiano, e tra i primi nel mondo, nella produzione di occhiali di protezione individuale, di protezione Laser, o ancora dedicati all’applicazione Clean Room, nonché nei sistemi ingrandenti per la chirurgia e l’odontoiatria. Per due anni consecutivi, nel 2015 e 2016, Univet ha vinto l’oscar del design, il premio internazionale Red Dot.